Fashion e disabilità

Vi avevo già parlato in passato di questo argomento, perché mi appassiona molto. Perché sì, è bello l’universo fashion con la sua frivolezza, i luccichii ed i brillantini, le icone e le modelle e le blogger, però mi piace pensare che si possa andare oltre la superficialità e scavare un po’. Avere una moda accessibile, adattabile, che sia in grado di andare incontro ad esigenze differenti e non essere rincorsa in continuazione. E’ bene ricordare a sé stessi e agli altri che la perfezione non esiste, nemmeno sulle passerelle, e spesso siamo noi per primi a porci dei limiti o dei “paletti” mentali.

1424493_10152414574612586_1915667365_nUna delle persone che hanno partecipato al progetto di Pro Infirmis
(tra l’altro, trovo questa ragazza bellissima)

Questo articolo dell’Huffington Post è riuscito a farmi commuovere, e non penso sia solo colpa della PSM. Alcune persone affette da malformazioni sono state invitate dall’organizzazione Pro Infirmis a prestarsi come modelli per creare dei manichini che avessero esattamente le loro fattezze per la campagna “Because, who is perfect? Get closer.”: non i soliti corpi di plastica perfetti, ma riproduzioni di corpi fisicamente diversi da quelli che siamo abituati a vedere esposti in vetrina. L’iniziativa ha suscitato la curiosità dei passanti che si sono fermati ad osservare quei manichini un po’ particolari.

Amo la moda per quello che è e quello che rappresenta: per me è arte, cultura, un sogno, e considero le modelle creature stupende (capitemi, sono cresciuta con il mito di Cindy Crawford, Stephanie Seymour e Claudia Schiffer). Ma è giusto, bello ed importante che si trovi il modo di aprirsi a nuovi orizzonti, guardando oltre per comprendere che c’è chi ha effettivamente necessità diverse dalle nostre. Se è difficile vestirsi per una ragazza un po’ in carne che non riesce mai a trovare i jeans giusti (cosa che capitava anche a me prima di trovare una dieta adatta e perdere svariati chili; nonostante questo il mio corpo è e resterà sempre curvy, quindi non sarà mai ‘standard’), riuscite a pensare cosa possa significare dover trovare un abito o una t-shirt (che siano anche un po’ carini), ad esempio, per una spina dorsale deforme? Oltre all’adattabilità a fisici diversi, mi viene anche da pensare alla difficoltà che potrebbe sorgere nell’indossare certi capi.

Meditate designer, meditate…

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One thought on “Fashion e disabilità

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