Nuvenia. Follia o genialità incompresa?

Molti ci sono rimasti male quando circa un mese fa Nuvenia ha creato un’hashtag molto discusso e ancora in uso, #RollaPressaVia per chi se lo fosse dimenticato, e che potrebbe tranquillamente essere definito uno degli hashtag piu ambigui mai creati per il suo – manco tanto velato – riferimento a Bob Marley. E dal momento che vale sempre la pena ritentare, oggi sulle pagine Nuvenia va di moda #QuandoHoilCiclo. Già.

Nuvenia #quandohoilciclo Tigre GattoBasta un gattino e passa la paura!

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5 cose che dovresti imparare da Peggy Olson

Prima di Sheryl Sandberg, c’era Peggy Olson. O almeno, ci sarebbe stata se non fosse che si tratta di un personaggio fittizio. Per chiunque viva sotto una roccia e non abbia mai visto una puntata di Mad Men (e se lavorate nel marketing/advertising/comunicazione dovete necessariamente guardare Man Men, senza “se” e senza “ma”), Peggy è uno dei personaggi chiave della serie targata AMC (la stessa rete di Breaking Bad e The Walking Dead, per intenderci) che, partendo dal 1960, racconta la storia americana attraverso un’agenzia pubblicitaria, originariamente la Sterling Cooper – assetto societario e nome cambieranno un bel po’ di volte. All’inizio del serial, nel 1960, Peggy Olson (interpretata dalla bravissima Elisabeth Moss) è la neoassunta segretaria di Don Draper, il direttore creativo. Ventenne, totalmente sprovveduta, insomma la novellina dell’ufficio.

Io, che con i telefilm sono compulsiva, me lo sono guardato tutto d’un fiato attraverso sessioni intensive di binge-watching e (grazie a Netflix, lavoriamo nel marketing e non si pirata!) dopo essere arrivata alla 6 stagione non posso che essere affascinata da questo personaggio, che si è evoluto come nessun altro dei protagonisti. E che potrebbe dare ancora oggi lezioni per quel che riguarda l’autopromozione e la capacità di saper valorizzare le proprie competenze.

4741_4318_480-gif“I’m Peggy Olson and I want to smoke some marijuana”.

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Carpisa: se nessuno ha capito cosa volevi dire, forse è #Fail.

#NoBloggerNoInfluencerJustMe: Storia di una campagna che poteva andar bene e invece no.

Quando si crea una nuova campagna pubblicitaria non c’è niente di peggio che ritrovarsi a rispondere a valanghe di insulti (e lavorando in un’azienda che comunica costantemente sul web creando campagne in continuazione sarò anche egoista nell’insistere a guardare le cose dal mio punto di vista, ma LA GENTE AMA LAMENTARSI perché in Rete c’è pieno di rompico****ni.).

Così, quando ho visto il video di Carpisa #nobloggernoinfluencerjustme ho pensato sì che era bello, perché in tutta onestà si tratta di uno spot molto carino, ma ho anche pensato che la coerenza non sanno nemmeno dove sta di casa, i nostri amici di Carpisa. Ho pure pensato che i clienti non l’avrebbero presa bene. E infatti.

BloggerScontenti_CarpisaCome scontentare tutti: blogger…

ClientiScontenti_Carpisa… e clienti. Chapeau!

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New on: trash. Chiara Ferragni Shoes Collection

E io che pensavo che le ciabatte fossero il male.
Il mio post serio dovrà aspettare ancora, ma per una buona causa: la mia designer preferita è tornata a creare. Così, se volete essere chic e fare il paio con le bocche dentate e gli anelli VAFFANC**O, potete pescare liberamente dalla nuova collezione shoes della Ferragni. Devo ammettere, però, che la Chiara è sempre capace di sorprendermi. Perché ogni volta, ogni volta penso “ma no, non potrà fare peggio di così”, e invece.

CF491_009_01Un goloso assaggio della FW14/15 Continua a leggere