Don’t mess with bloggers: storia di una bagarre

Non capita tutti i giorni di essere spettatori privilegiati di un cat fight virtuale. Protagoniste: Valentina Ravizza, giornalista del Corriere.it che ho conosciuto ad un evento di Bear a Riccione qualche anno fa, la blogger Nunzia Cillo + Anna Venere di Modaperprincipianti (leggetevi il suo blog: è un ordine!) che pur non avendo preso parte attivamente al litigio ha in primo luogo condiviso un articolo scritto appunto da Valentina, scatenando l’inferno. E dire che la principale preoccupazione di Anna quando ha condiviso l’articolo era più o meno simile alla mia: cosa potrebbe accadere se una ragazzina, influenzabile, vedesse le varie Ferragni Biasi ecc così magre ingurgitare hamburger e donuts ogni giorno?

d08098c6cbfb80746b3737fb4c38e448Stai per addentare quel bigné o è solo per la foto?

Ma perché la Cillo se l’è presa così tanto? L’articolo del Corriere titolava Le fashion blogger? Non mangiano davvero il cibo che fotografano, cosa che evidentemente per alcuni equivale a dire “TUTTE le fashion blogger non mangiano”. E’ un po’ come quando si parla di politici ladri: si prende ad esempio una categoria ma sicuramente c’è anche il politico onesto, non per questo mi pare che nessuno si faccia remore nell’insultare la categoria intera. Inoltre sono del parere che, se si è nel giusto (quindi in questo caso, se si mangia pur essendo fashion blogger) non ci si dovrebbe nemmeno sentire presi in causa: quando ero giornalista più e più volte ho sentito insultare la categoria, tutt’ora mi capita di sentire inveire contro i Social Media Manager perché di fatto, per la maggior parte delle persone, io sto tutto il giorno su Facebook. Ma siccome sono sempre stata professionale e sono in grado di ammettere i miei errori, non me la sono mai presa: è vero, esistevano ed esistono dei giornalisti che sono delle capre analfabete e vedo account aziendali gestiti con i piedi. Questo però non ha mai sminuito il mio lavoro.

Nunzia si sente coinvolta e parla di “caccia alle streghe”, senza però capire che ci sono delle differenziazioni da fare. Insomma, per essere una che si lamenta del fatto che Corriere.it si sia permesso di “infangare un’intera categoria”, ha generalizzato e non poco. Sì, perché sta praticamente affermando che TUTTE le blogger mangiano davvero tutto ciò che fotografano (guardate le foto 2010 di Ferragni, aka “metabolismo felice”, Ferraro e Biasi. Qualche interrogativo lo sollevano senza dubbio) e sta mettendo sullo stesso piano la parmigiana della nonna pugliese e degli orrendi donuts che se mangiati ogni giorno ti fanno inchiattire, e nemmeno il tuo metabolismo happy ti salverà; sono entrambi cibi piuttosto calorici, ma il junk food sarà sempre più dannoso dei piatti che si mangiano al Sud. E fu la stessa Ferragni ad affermare, una volta, che cibi esteticamente gradevoli portano engagement: ulteriore punto su cui riflettere.
Dopo il tweet di Valentina che si immaginava le blogger prenderla a borsettate Chanel sono arrivati i paladini della legge (anche gente che, senza offesa, avrà 4 follower in croce… Ecco, dal momento che non siete influencer non si parla di voi), pronti a giudicare anche travisando il senso delle sue parole: “… più che ira è buon senso. Il tuo articolo urla: VUOI ASSOMIGLIARE A LORO? NON INGOZZARTI, BUTTA IL CIBO.” “Trovo scontato tuo articolo d’avvero… apri gli occhi un tantino di più,mica è una FB, è una influencer…”. Pura follia.

YouDidNotEatThatYou did not eat that, l’origine di tutti i problemi

Ma in tutto ciò, la mia opinione qual è? Sicuramente non tutti quelli che si strafogano sono sovrappeso e non tutti quelli che mangiano in maniera controllata sono magri, ed in quanto esseri umani anche le blogger rientrano in questa affermazione. Con il senno di poi questa premessa all’interno dell’articolo si sarebbe anche potuta fare, ma a prescindere da questo trovo inutile prendersela e scaldarsi così tanto perché a passare dalla parte del torto ci vuole un attimo. E se ti rode così tanto, magari sotto sotto un fondo di verità c’è.

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