A proposito di collaborazioni

Perché se vuoi proporti per delle collaborazioni, almeno prima dovresti metterti il vestito buono.

Tutto parte da una proposta di collaborazione con la mia azienda, arrivata pochi giorni fa da parte di una blogger.
Non ne farò il nome, vi dirò solo che si tratta di un blog in precedenza a me ignoto e che mi causerà incubi nelle prossime settimane, probabilmente: colori stucchevoli, italiano stentatissimo (c’è scritto pò con l’accento nel titolo, per la miseria. Pò.) e, soprattutto, l’EFFETTO NEVE. ROSA.

Add subtitle textAziende e blogger: attenzione alle collaborazioni! 

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Carpisa: se nessuno ha capito cosa volevi dire, forse è #Fail.

#NoBloggerNoInfluencerJustMe: Storia di una campagna che poteva andar bene e invece no.

Quando si crea una nuova campagna pubblicitaria non c’è niente di peggio che ritrovarsi a rispondere a valanghe di insulti (e lavorando in un’azienda che comunica costantemente sul web creando campagne in continuazione sarò anche egoista nell’insistere a guardare le cose dal mio punto di vista, ma LA GENTE AMA LAMENTARSI perché in Rete c’è pieno di rompico****ni.).

Così, quando ho visto il video di Carpisa #nobloggernoinfluencerjustme ho pensato sì che era bello, perché in tutta onestà si tratta di uno spot molto carino, ma ho anche pensato che la coerenza non sanno nemmeno dove sta di casa, i nostri amici di Carpisa. Ho pure pensato che i clienti non l’avrebbero presa bene. E infatti.

BloggerScontenti_CarpisaCome scontentare tutti: blogger…

ClientiScontenti_Carpisa… e clienti. Chapeau!

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Prima regola: studiare!

E’ proprio vero, ci sono persone (o marchi) che non imparano mai. Ma proprio mai mai eh. Chiara Ferragni per Yves Saint Laurent è il secondo #fail che vede protagonista l’insalata bionda. Il secondo nel giro di una settimana. Voglio proprio stringere la mano a chi effettua queste scelte. Ma guardare un po’ cosa fanno gli altri, utilizzare anche il sentiment e non solo i numeri come parametri di valutazione, insomma sondare un po’ il terreno vi sembra davvero così brutto/complicato? e dire che la mia giornata consiste in parte proprio nell’analizzare cosa accade sulle altre pagine, in primis dei competitor della mia azienda e poi degli altri, e non necessariamente si tratta di realtà legate al settore in cui operiamo. Non solo, spesso è proprio allontanandosi dal proprio percorso che si riescono ad avere idee innovative, bisogna essere capaci anche un po’ di uscire dal seminato. Avere coraggio, tentare. E non fare sempre le solite cose. Insomma, la  blogger che smarchetta non è più una novità dal 2010 circa. Che poi son pure d’accordo, quando la collaborazione viene fatta con criterio e scegliendo una personalità affine al marchio da pubblicizzare. Però la Ferragni per sua stessa ammissione non è bravissima a truccarsi (l’ha detto lei non me lo sono inventato. E’ stata pure onesta), perciò mi sembra piuttosto superfluo ed inutile chiamarla per una collaborazione del genere, quando il web pullula di beauty blogger e MUA davvero valide.
Cheppoi, ma a vedere che tutto ciò in cui lei è coinvolta è penosamente approssimativo e travolto dalle critiche, non si dispiace nemmeno un po’ la Chiara?

YSL fail

 Un solo commento positivo in mezzo ad una marea di critiche ed insulti. Social marketing: lo stai facendo male.

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WalkinFashion su OkGlam: Vi prego non mettetevi le ciabatte!

Forse qualcuno ha inventato la macchina del tempo e io non me ne sono accorta? No, perché non può esserci altra spiegazione logica: per un bizzarro scherzo del destino siamo tornati a cavallo tra la fine degli anni ’90 ed inizio 2000, quando gli orrendi sabot andavano di moda. Anni bui per il fashion system, fatti di ombelichi troppo scoperti, scarpe da ginnastica portate ad oltranza, zepponi di dubbio gusto (grazie, Spice Girls!) e loro: i sabot. Come se un inverno passato a vedere sfilze di check e tartan, fantasie in grado di scatenarmi gli incubi a causa di un’infanzia fatta di scamiciati, non fosse abbastanza.

1797586_10152310003540839_576942826_nChe qualcuno mi spieghi la differenza tra la Givenchy e la Birkenstock, ASAP. (Prezzo a parte, chiaramente) Continua a leggere