Se devi farlo, almeno fallo bene: piccole regole per usare i social

Chi mi legge da un po’ saprà che non perdono e non dimentico, specialmente quando si parla di social. E’ che mi infastidisce proprio vedere le cose fatte male. E’ più forte di me. Insomma, se devi farlo male piuttosto non lo fare: usare in maniera corretta Twitter, Facebook e compagnia bella non è semplice come può sembrare. Insomma (visto che è anche il mio mestiere), non è che si tratta di stare semplicemente lì a smanettare. Chiaramente, finché si tratta di usare i social network in veste di semplici utenti non è obbligatorio sottostare a regole particolari, anche se esistono alcune categorie di user davvero fastidiose o inquietanti, con le quali a volte mi trovo a dover interagire: ecco, anche lì un pochino di competenza in più sarebbe gradita.

Esco davvero dai gangheri però quando vedo gente che vorrebbe far credere di essere blogger senza nemmeno sapere da che parte girarsi. E invece ci sarebbero alcuni punti da seguire, per non essere proprio proprio naive quando ci si interfaccia con il proprio potenziale pubblico e con aziende/bella gente che vorrebbe ingaggiarvi. Quindi questo post nasce in parte anche come sfogo, perché ultimamente mi sono trovata – mio malgrado – a dover interagire con gente totalmente inesperta (quando così inesperta però non dovrebbe esserlo).

12e2a73a30173c5677a5dae54506be13Vi prego, imparate a muovervi nel pazzo pazzo mondo dei social prima di usarli: nessuno vi ha obbligato! Questa bellissima immagine proviene da Pinterest e voglio un Monopoly così Continua a leggere

Annunci

Consigli di stile? Parliamone va.

Da qualche mese Chiara Ferragni è stata chiamata in causa da Style.it. Missione: riscrivere le regole della moda.
“Le  “regole” della moda secondo The Blonde Salad. Perché limitarci nei nostri outfit? Da oggi il mantra deve essere “si può!”. Chiudiamo nei cassetti le vecchie regole e le insensate leggi della moda e riscriviamone – grazie alla più nota delle fashion blogger italiane – di nuove. Un appuntamento fisso su Style.it dove Chiara “detterà legge”. Pronte (a tutto), partenza… via!”, recita l’abstract della rubrica.
E’ interessante notare come buona parte dei look proposti da Chiara siano gli stessi sui quali abbiamo ironizzato (tipo qua, qua e qua).
Ps: la rubrica esce in cadenza totalmente casuale. Si vede che tra le regole riscritte è compresa anche quella relativa all’appuntamento fisso.

8255202709_9caf512a4b_oLo yeti meritava una seconda pubblicazione. Continua a leggere

Per me, lavorare è un po’ come viaggiare: WalkinFashion on WhatYouLove

Qualche settimana fa sono stata contattata dallo staff di WhatYouLove.it per parlare in veste di guest blogger del legame tra la mia passione, la moda, ed i viaggi. E per me niente è legato ai viaggi come il mio amore per il mondo fashion: se infatti non sono una grande amante delle tipiche vacanze “spiaggia+mare” (tanto mi brucio), adoro invece i viaggi culturali, meglio ancora se durante queste trasferte riesco a vedere qualche fiera, mostra o sfilata. Se poi ci aggiungiamo lo shopping, possiamo anche parlare della vacanza perfetta per quel che mi riguarda.

Testino_Todo_o_Nada_ott2011

Qui potrete leggere i miei aneddoti di viaggio, fatemi sapere cosa ne pensate se vi va, sarò contenta di leggere i vostri pareri.
Qual è invece il vostro ideale di vacanza? Siete delle lucertole che cercano tutto l’anno il sole oppure la pensate come me?

 

Ti potrebbero interessare:

Shopping ideas: Emma White
Mi sento un po’ Hung Huang.
Saturday post: Street Fashion #1

Mi sento un po’ Hung Huang.

Cari lettori, oggi per la prima volta mi sono arrivate per mail dei “simpatici consigli” per un mio post di qualche giorno fa, dove mi si chiedeva di rimuovere l’articolo. E questo mi fa sentire un po’ come Hung Huang. Non la conoscete? Considerata l’Oprah cinese, è una delle figure più poliedriche dell’Asia, capace di smuovere le coscienze in un Paese in cui la censura è una realtà quotidiana. Oltre ad essere CEO di China Interactive Media Group e direttrice di iLook China, magazine apripista per testate come Vogue e Cosmopolitan, Hung Huang diffonde tramite il web le sue opinioni, cosa non sempre ben vista da tutti (“Inizialmente non ero molto convinta dell’idea di aprire un blog, ma dopo aver ricevuto circa 2.000 messaggi minacciosi da gente che odiava i blogger, mi sono resa conto di quanto potesse essere potente questo media”).

Hung Huang Continua a leggere

E adesso voglio il blog della farfalla di Belen.

Ispirata da alcuni precedenti articoli torno a toccare un argomento che sembra riscuotere più di altri l’interesse dei lettori.
Andando di nuovo a girare il dito nella piaga mi (e vi) chiedo: può la quantità contare più della qualità?
E’ da tempo dichiarata la guerra che vede schierati da un lato i giornalisti e, dall’altro, i fashion blogger. I primi vedono il proprio ruolo a rischio, i secondi sono colpevoli di offrire informazioni (quasi) gratis.
Da giornalista che ha aperto un blog posso dire che finché si tratta di blog in grado di offrire vere informazioni è tutto ok, il web è potenzialmente infinito e c’è spazio per tutti. Continua a leggere