Carpisa: se nessuno ha capito cosa volevi dire, forse è #Fail.

#NoBloggerNoInfluencerJustMe: Storia di una campagna che poteva andar bene e invece no.

Quando si crea una nuova campagna pubblicitaria non c’è niente di peggio che ritrovarsi a rispondere a valanghe di insulti (e lavorando in un’azienda che comunica costantemente sul web creando campagne in continuazione sarò anche egoista nell’insistere a guardare le cose dal mio punto di vista, ma LA GENTE AMA LAMENTARSI perché in Rete c’è pieno di rompico****ni.).

Così, quando ho visto il video di Carpisa #nobloggernoinfluencerjustme ho pensato sì che era bello, perché in tutta onestà si tratta di uno spot molto carino, ma ho anche pensato che la coerenza non sanno nemmeno dove sta di casa, i nostri amici di Carpisa. Ho pure pensato che i clienti non l’avrebbero presa bene. E infatti.

BloggerScontenti_CarpisaCome scontentare tutti: blogger…

ClientiScontenti_Carpisa… e clienti. Chapeau!

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New on: trash. Chiara Ferragni Shoes Collection

E io che pensavo che le ciabatte fossero il male.
Il mio post serio dovrà aspettare ancora, ma per una buona causa: la mia designer preferita è tornata a creare. Così, se volete essere chic e fare il paio con le bocche dentate e gli anelli VAFFANC**O, potete pescare liberamente dalla nuova collezione shoes della Ferragni. Devo ammettere, però, che la Chiara è sempre capace di sorprendermi. Perché ogni volta, ogni volta penso “ma no, non potrà fare peggio di così”, e invece.

CF491_009_01Un goloso assaggio della FW14/15 Continua a leggere

Don’t mess with bloggers: storia di una bagarre

Non capita tutti i giorni di essere spettatori privilegiati di un cat fight virtuale. Protagoniste: Valentina Ravizza, giornalista del Corriere.it che ho conosciuto ad un evento di Bear a Riccione qualche anno fa, la blogger Nunzia Cillo + Anna Venere di Modaperprincipianti (leggetevi il suo blog: è un ordine!) che pur non avendo preso parte attivamente al litigio ha in primo luogo condiviso un articolo scritto appunto da Valentina, scatenando l’inferno. E dire che la principale preoccupazione di Anna quando ha condiviso l’articolo era più o meno simile alla mia: cosa potrebbe accadere se una ragazzina, influenzabile, vedesse le varie Ferragni Biasi ecc così magre ingurgitare hamburger e donuts ogni giorno?

d08098c6cbfb80746b3737fb4c38e448Stai per addentare quel bigné o è solo per la foto?

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Se devi farlo, almeno fallo bene: piccole regole per usare i social

Chi mi legge da un po’ saprà che non perdono e non dimentico, specialmente quando si parla di social. E’ che mi infastidisce proprio vedere le cose fatte male. E’ più forte di me. Insomma, se devi farlo male piuttosto non lo fare: usare in maniera corretta Twitter, Facebook e compagnia bella non è semplice come può sembrare. Insomma (visto che è anche il mio mestiere), non è che si tratta di stare semplicemente lì a smanettare. Chiaramente, finché si tratta di usare i social network in veste di semplici utenti non è obbligatorio sottostare a regole particolari, anche se esistono alcune categorie di user davvero fastidiose o inquietanti, con le quali a volte mi trovo a dover interagire: ecco, anche lì un pochino di competenza in più sarebbe gradita.

Esco davvero dai gangheri però quando vedo gente che vorrebbe far credere di essere blogger senza nemmeno sapere da che parte girarsi. E invece ci sarebbero alcuni punti da seguire, per non essere proprio proprio naive quando ci si interfaccia con il proprio potenziale pubblico e con aziende/bella gente che vorrebbe ingaggiarvi. Quindi questo post nasce in parte anche come sfogo, perché ultimamente mi sono trovata – mio malgrado – a dover interagire con gente totalmente inesperta (quando così inesperta però non dovrebbe esserlo).

12e2a73a30173c5677a5dae54506be13Vi prego, imparate a muovervi nel pazzo pazzo mondo dei social prima di usarli: nessuno vi ha obbligato! Questa bellissima immagine proviene da Pinterest e voglio un Monopoly così Continua a leggere

You Did Not Eat That: quand’è che il rapporto con il cibo è diventato così contorto?

Per le abitudini alimentari esiste un pre ed un post, ovvero: un prima ed un dopo Instagram. Vi ricordate come era la vita, prima che tutti condividessimo fotograficamente (e sì, lo faccio anche io), ogni pasto? Di sicuro non esisteva la necessità assoluta che i piatti fossero belli e dai colori psichedelici.
Perdonate la piccola digressione nostalgica, ma questa premessa mi serviva per dire che forse forse il dover instagrammare cibo #yummi #gnammi #slurp ha creato non pochi disagi. Soprattutto alle povere fashion blogger. Perché essere belle e snelle va certamente in controtendenza con quegli alimenti ricchi di grassi saturi che, ahiloro, risultano particolarmente carini su Instagram. Pensateci: sono più fotogenici macarons, cupcakes, cookies, hamburger e ciambelle oppure riso in bianco, verdure al vapore e carne ai ferri? Eh già.

FerryMcDonaldL’unico McDonalds frequentato dalle blogger.

Un account Instagram, chiamato You Did Not Eat That e gestito da un’anonima che ha accumulato anni di esperienza nel settore della moda, sbugiarda le presunte abitudini alimentari delle blogger, come spiega la tagline: “Speaking the truth in this mixed up world of too many macarons and ice cream cones. Because really… #youdidnoteatthat”. E ha (come era logico pensare) attirato subito l’attenzione di vari siti e magazine, in questi giorni ho letto molti articoli e interviste a lei dedicati. Continua a leggere