A proposito di collaborazioni

Perché se vuoi proporti per delle collaborazioni, almeno prima dovresti metterti il vestito buono.

Tutto parte da una proposta di collaborazione con la mia azienda, arrivata pochi giorni fa da parte di una blogger.
Non ne farò il nome, vi dirò solo che si tratta di un blog in precedenza a me ignoto e che mi causerà incubi nelle prossime settimane, probabilmente: colori stucchevoli, italiano stentatissimo (c’è scritto pò con l’accento nel titolo, per la miseria. Pò.) e, soprattutto, l’EFFETTO NEVE. ROSA.

Add subtitle textAziende e blogger: attenzione alle collaborazioni! 

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Carpisa: se nessuno ha capito cosa volevi dire, forse è #Fail.

#NoBloggerNoInfluencerJustMe: Storia di una campagna che poteva andar bene e invece no.

Quando si crea una nuova campagna pubblicitaria non c’è niente di peggio che ritrovarsi a rispondere a valanghe di insulti (e lavorando in un’azienda che comunica costantemente sul web creando campagne in continuazione sarò anche egoista nell’insistere a guardare le cose dal mio punto di vista, ma LA GENTE AMA LAMENTARSI perché in Rete c’è pieno di rompico****ni.).

Così, quando ho visto il video di Carpisa #nobloggernoinfluencerjustme ho pensato sì che era bello, perché in tutta onestà si tratta di uno spot molto carino, ma ho anche pensato che la coerenza non sanno nemmeno dove sta di casa, i nostri amici di Carpisa. Ho pure pensato che i clienti non l’avrebbero presa bene. E infatti.

BloggerScontenti_CarpisaCome scontentare tutti: blogger…

ClientiScontenti_Carpisa… e clienti. Chapeau!

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New on: trash. Chiara Ferragni Shoes Collection

E io che pensavo che le ciabatte fossero il male.
Il mio post serio dovrà aspettare ancora, ma per una buona causa: la mia designer preferita è tornata a creare. Così, se volete essere chic e fare il paio con le bocche dentate e gli anelli VAFFANC**O, potete pescare liberamente dalla nuova collezione shoes della Ferragni. Devo ammettere, però, che la Chiara è sempre capace di sorprendermi. Perché ogni volta, ogni volta penso “ma no, non potrà fare peggio di così”, e invece.

CF491_009_01Un goloso assaggio della FW14/15 Continua a leggere

Don’t mess with bloggers: storia di una bagarre

Non capita tutti i giorni di essere spettatori privilegiati di un cat fight virtuale. Protagoniste: Valentina Ravizza, giornalista del Corriere.it che ho conosciuto ad un evento di Bear a Riccione qualche anno fa, la blogger Nunzia Cillo + Anna Venere di Modaperprincipianti (leggetevi il suo blog: è un ordine!) che pur non avendo preso parte attivamente al litigio ha in primo luogo condiviso un articolo scritto appunto da Valentina, scatenando l’inferno. E dire che la principale preoccupazione di Anna quando ha condiviso l’articolo era più o meno simile alla mia: cosa potrebbe accadere se una ragazzina, influenzabile, vedesse le varie Ferragni Biasi ecc così magre ingurgitare hamburger e donuts ogni giorno?

d08098c6cbfb80746b3737fb4c38e448Stai per addentare quel bigné o è solo per la foto?

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Il pesce dopo tre giorni puzza.

Update delle 14,07 di martedì 8 luglio: l’articolo è stato rimosso, ma screenshot non mente!

Ho tanti articoli in bozza, e probabilmente avrei voluto scrivere di altro. Però sabato mi sono trovata tra le notifiche dei vari nuovi follow del blog anche tale Rockydollblog e, come da prassi, sono andata a mia volta a dare un’occhiata al sito.
Ed ecco che noto un articolo in particolare, dedicato all’account Instagram You did not eat that: tutta contenta vado a leggere, sperando di trovarmi davanti un ulteriore punto di vista sull’argomento, e invece… E invece. Inizio a leggere e il testo mi appare un po’ troppo familiare, anzi così tanto che posso addirittura precedere il testo. Perché? Beh, perché si tratta di roba mia. Il/la proprietaria/o del blog ha ben pensato di appropriarsi del mio articolo pubblicato in data 23 maggio: un articolo per cui ho fatto delle ricerche, e che per poter venire alla luce in tempistiche brevi in quanto hot topic ho scritto saltando la pausa pranzo. Insomma, mi è costato un po’ di fatica e sbattimento, cosa che non mi pesa perché amo scrivere ma che comunque vorrei venisse riconosciuta. Voglio dire, c’è proprio ma proprio tutto, comprese le mie farneticazioni, considerazioni personali. Mi sento derubata.

YoudidnoteatthatCopiaL’originale (il mio articolo) e la copia. Non ho parole.

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