Buoni propositi: sugarless!

Questo non è un blog di cucina, lo so. E sicuramente io non sono un’esperta di nutrizione, anzi. Ma visto che siamo quello che mangiamo perché non parlare (nei limiti del possibile) anche di regimi alimentari? D’altronde è risaputo, una dieta sana ci darà sicuramente pelle e capelli più belli, ci farà stare meglio e dormire meglio (quindi meno occhiaie). Dopo quasi 30 anni sono riuscita finalmente a venire a patti con il mio corpo, accettando le cose “belle” (le tette, la vita sottile, un viso carino, bei capelli) e quelle meno belle (le gambe storte, le cosce che non saranno mai snelle, l’essere fottutamente bassa) che fanno parte di me. Però, anche se adesso sono un taglia più o meno regolare non mi dispiacerebbe essere un po’ più snella, e magari migliorare la mia salute; il problema è che mangio veramente ma veramente tanto. Le cose giuste, ma mangio tanto (per capirci: più del mio moroso che ha un sanissimo appetito da uomo del sud). E anche se confido nel fatto che la palestra mi aiuterà a migliorare la mia forma fisica, di sicuro da sola non basta.

starbucks-frappuccinoDicono che Starbucks stia per arrivare (lo dicono sempre lo so, lo so), ma io non lo voglio sapere quanto zucchero c’è in un frappuccino.

Che fare allora? Siccome mi diverto tantissimo a cercare ricette e a capire quali alimenti mi fanno bene e quali no, quali cibi salutari possono andare a sostituire quelli più “dannosi” (senza perderci in gusto) e, soprattutto, se non faccio almeno un esperimento al giorno non mi diverto, ecco che cosa si sta insinuando in questi giorni nella mia mente: cercare di mangiare il più possibile sugarfree, o almeno sugarless. E’ una cosa che mi ha sempre intrippato, e male non può fare: è ormai risaputo quanto possano essere dannosi gli zuccheri raffinati, insomma il carboidrato raffinato è I L  M A L E. Comunque non tutti i carboidrati sono Satana perché CollegeCandy ci spiega che All sugar is carbs but not all carbs is sugar (tutti gli zuccheri sono carboidrati ma non tutti i carboidrati sono zuccheri).

Come muoversi però? Lo zucchero raffinato (a cui d’ora in poi ci riferiremo come “lo zucchero”) è un po’ ovunque, anche in prodotti insospettabili: bibite, prodotti da forno, alimenti preconfezionati, alcoolici (eh già)… La lista è lunga. Perché non si tratta solo di evitare lo zucchero bianco, magari fosse così semplice… magari! Anche la farina bianca è da considerare piuttosto dannosa, in quanto frutto di numerosi processi di lavorazione; infatti i suddetti elementi grezzi, per giungere alla forma in cui li acquistiamo, subiscono lunghissime lavorazioni che portano al loro impoverimento, lasciandoci solo il “peggio”. Una bella botta eh?
Ovvio che non si possono evitare i prodotti raffinati a prescindere, significherebbe non uscire praticamente più e vedere la propria vita sociale morire in maniera indegna. O cucinare tutto tutto. Che, per quanto io sia una fervente sostenitrice dell’autoproduzione, nella vita quotidiana risulta un proposito impossibile da attuare al 100%. Però ci si può attrezzare. Quindi, la prossima volta che andate all’Esselunga mollate lì la baguette (lo so che è buona, piace tanto anche a me) e optate per del pane integrale, o se siete brave per la farina integrale (biologica) e fatevelo da voi. Le macchine del pane ormai costano pochissimo, un’impastatrice che fa anche altro è un vero investimento; pensateci su.
Idem (quasi) per la pasta: le versioni classiche sono buonissime, e non c’è niente di male a mangiarsene un piatto di tanto in tanto. Ma quando vi è possibile comprate la pasta integrale, mi raccomando BIO (ne hanno di ottime al Naturasì), e cercate di variare alternando alla pasta dei cereali, sempre integrali, chevvelodicoaffà. Farro, avena, bulgur, quinoa: insomma, vedete un po’ voi.

E lo zuccherooo? Lo so, non è facile evitarlo, anche perché è davvero ovunque. Prima di tutto, leggete bene le etichette: ieri volevo comprare della frutta disidratata per integrare la colazione, e ho fatto una gran fatica a trovare qualcosa che non avesse zucchero dentro. In particolare fate attenzione all’ordine degli ingredienti: se “zucchero” è la prima voce di certo non si può considerare un buon segno.
Esistono inoltre tante alternative naturali: personalmente mi trovo bene con miele, agave, zucchero di canna (quello vero, scuro ed umidiccio: le versioni da supermercato più facilmente trovabili tipo Saint-Louis sono, ahimé, anche le peggiori), mentre trovo veramente terribile la stevia. Mi spiace ma nel caffé fa schifo perché sa di menta, va bene per preparazioni che sappiano appunto, di menta. Avrei preferito saperlo prima di comprarne una costosissima boccetta però magari. Qui trovate qualche altra info.

Ok, per oggi mi sembra di avervi dato un numero sufficiente di cattive notizie, quindi passiamo alle note positive: è possibile scambiare gli zuccheri “cattivi” con qualcosa che faccia bene all’organismo. Giurooh!
La colazione: biscotti/merendine/cornetti sono tanto buoni, e possono essere fatti in casa con ottimi risultati. Però, chi non ama cucinare o semplicemente non ha tempo, può fare così: fiocchi d’avena+frutta secca+frutta disidratata senza zuccheri+dolcificante di quelli buoni+latte+yogurt. Da quando lo faccio mi sento piena di energia! E qui ho anche la benedizione di Cosmopolitan UK.
Lo spuntino: hummus homemade con verdure, una coppetta di mirtilli, una manciata di mandorle, yogurt greco magro, un paio di quadretti di cioccolato fondente… Dai, mi sembra già un buon numero di opzioni! Il bagel (plain) è concesso in quanto ha meno zuccheri di una banana. Lo sapevo che facevo bene ad essere fanatica del brunch primachefossedimoda.
Il pranzo e la cena: vi ho già detto sopra quali sono gli zuccheri buoni, abbinateli con proteine e verdure ed è fatta. Salmone, petto di pollo, manzo. Ma anche tofu (a me piace), seitan, formaggi.
E ricordate, ogni tanto un dolcetto ci sta perché sennò finisce così.

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