Desigual e il caso #tudecides: su certe cose è meglio non scherzare.

A volte sembra proprio che le aziende il fail se lo vadano a cercare: un po’ come chi continua a scegliere il partner sbagliato, per intenderci.
E, nel caso di Desigual, dubito si tratti di una scelta strategica come per Ceres o Pittarello/Pittarosso (ok, qua sono io che spero che la cosa sia voluta ma ci siamo capiti lo stesso).
Ieri mi sono imbattuta in questa terrificante pubblicità ideata in occasione della Festa della Mamma in cui la giovane protagonista, dopo aver simulato il pancione con un cuscino, pensa di bucare i profilattici del compagno. E già qui credo che la maggior parte delle persone possano cogliere una discreta dose di cattivo gusto. Se poi ci aggiungiamo che, proprio ora e proprio in Spagna le modalità di interruzione una gravidanza sono un hot topic, abbiamo davvero un bel quadretto.

Desigual FBIn Desigual si compiacciono  per la propria scelta, ma temo che l’engagement che ne sta derivando non sia quello che si aspettavano.

#TuDecides, insomma sei tu che decidi. Ma i bambini non si facevano in due?
A prescindere da quanto possa essere una bassezza costringere il proprio compagno a diventare padre (non è certo questo l’argomento in cui voglio addentrarmi ora), lo slogan scelto “TuDecides” si rifà in maniera abbastanza palese al motto #YoDecido, che simboleggia la campagna intrapresa dalle associazioni spagnole per i diritti delle donne contro il disegno di legge antiabortista emanato lo scorso dicembre, secondo cui l’interruzione di gravidanza solo in caso di violenza sessuale denunciata non oltre la 12a settimana, o nell’eventualità di un grave pericolo per la salute psichica e fisica della madre.
Lungi da me indossare le vesti di femminista ad ogni costo, cosa che non sono mai stata e mai sarò. Ma approfittare di un evento così importante per la Spagna appropriandosi dello slogan ed utilizzarlo per una campagna marketing facendone hashtag non è in alcun modo difendibile, e qua non si tratta più di uno scivolone come può esserlo scegliere una testimonial sbagliata o di uno sfogo dell’ego di una ragazza che pensa di essere arrivata.

Cosa accadrà ora? Sicuramente è tardi per fare marcia indietro ed il boicottaggio è già in atto. D’altro canto però si sa che il web dimentica (io no), e al dì fuori della nostra piccola nicchia virtuale è possibile che non tutti vengano raggiunti da questa storia; insomma dopotutto la Barilla mica è andata in fallimento.

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